Il pittore

Guglielmo Ascanio

Guglielmo Ascanio, pittore, nasce in Panicale (Perugia) il 21 ottobre 1897. Fin dalla prima infanzia manifesta doti artistiche non comuni: all’età di 11 anni già crea bozzetti per scene teatrali e opere varie, con una capacità sorprendente.

Dopo le scuole elementari si reca a Perugia per frequentare l’Istituto d’Arte, conseguito il diploma passa all’Accademia con brillanti risultati, ed è considerato un genio di bravura, date le sue eccezionali qualità artistiche. A 20 anni realizza un’opera giovanile, ad olio, di S. Giovanna D’Arco in mezzo ai monaci, di un fascino straordinario. Vince concorsi interni ed esterni; si fa presto conoscere e inizia giovanissimo a ideare e progettare idee architettoniche per interni di chiese ed esterni, prediligendo in particolare il periodo barocco.

Con abilità insuperabile, crea e lavora secondo lo stile tradizionale dei pittori del passato, anche nella scelta dei soggetti (modelli presi dal vero che serviranno per le sue Madonne e i suoi Santi). Applica con maestria anche le tecniche del colore “tempera” su muro intonacato, mettendo in opera una preparazione attenta e scrupolosa.

Conoscitore profondo del corpo umano, attraverso studi anatomici particolareggiati, rappresenta le sue figure perfette e reali nel corpo, negli atteggiamenti e nell’espressione, paragonati ai grandi artisti rinascimentali e barocchi. I suoi modelli sono persone che lavorano con lui, conoscenti, amici, familiari, che colpiscono la sua attenzione. Cerca la verità nelle sue figure.

Il Cristo, gli Apostoli, la Madonna, i Santi, sono personaggi comuni, ma ciò che è grande in lui, è la trasformazione dei protagonisti in immagini complesse e straordinarie. Le sue pitture sono meravigliose, per la vigoria e nettezza del disegno e per la vivezza del colore, caldo e luminoso e per la sublime interpretazione, chiara e limpida, trascinando l’osservatore in un mondo in cui la bellezza è interpretata con fasto in tutta la sua capacità creativa e pittorica, che soltanto un artista come lui poteva realizzare. Umile e schivo riuscì a nascondere sotto la sua bonaria semplicità una grandezza artistica che parla dai suoi numerosi lavori sparsi un po’ ovunque.

Ha lavorato molto in Umbria, in chiese, ville, castelli. Numerosi sono pure i lavori eseguiti in Toscana, Abruzzo, Sardegna. Tra tutti ricordiamo la cripta di S. Teodoro a Monteleone di Orvieto, S. Maria della Rosa a Piana, S. Michele Arcangelo a Porto, la chiesa parrocchiale di Torgiano, le storie di S. Romualdo nella chiesa camaldolese di S. Sebastiano a Perugia. È morto a Paciano (Perugia) dove risiedeva ed è vissuto, il 13 ottobre 1968.

Giuseppina Ascanio, figlia del pittore

Link utili: